Tutte le parole di Renzi. Ma è una cosa seria?

matteo_renzi«Non sono “staffetta”, “palude” o “derby” le parole più rilevanti del discorso di Matteo Renzi davanti alla segreteria del Partito Democratico. L’invito è chiaro per un “cambiamento”, per il “rischio” in un momento “difficile” e per l’assunzione di “responsabilità”».

Renzi_cloudCosì il «Corriere della sera» ha analizzato a caldo, con l’aiuto di una tag cloud, il discorso di Renzi alla Direzione del Pd di oggi.  Ormai è un’abitudine: si incolla il testo di un discorso nel software che produce una nuvola composta dalle parole del testo (con evidenziate quelle più significative perché più frequenti) e da lì, con un occhiata, si analizza il testo.

Ma è una cosa seria? Un po’ sì, molto no. L’analisi di un testo attraverso la frequenza delle parole che lo compongono può essere uno strumento potente, ma è anche uno strumento delicato. E soprattutto non utilizzabile meccanicamente come troppo spesso si fa.

renziE allora, vediamo rapidamente il discorso di Renzi. Piuttosto breve (556 parole): e questo non rende molto attendibile un’analisi basata sulle frequenze. Inoltre, come accade sempre, le parole più frequenti sono parole grammaticali, prive di un significato lessicale (quindi sono preposizioni, congiunzioni, verbi ausiliari). La parola più frequente è di, 29 occorrenze. Bisogna giungere alla dodicesima posizione per trovare una parola non grammaticale, e si tratta di un nome proprio, Pd (7 occorrenze). Bisogna poi proseguire fino alla diciannovesima posizione per trovare un nome comune, ed è proprio rischio (5 occorrenze), una delle parole indicate dal  «Corriere della Sera». Anche difficile e responsabilità sono relativamente frequenti (4 occorrenze); ma lo stesso numero di volte appare anche l’aggettivo chiaro. Cambiamento compare 3 volte, ma anche elettorale, proposta, politica, governo.

Allora, perché il «Corriere della Sera» non ha indicato come parole chiave rischio, chiaro, proposta? Oppure rischio, elettorale, proposta? Oppure politica, proposta, governo? Ognuna di queste triadi potrebbe essere significativa e potrebbe dar luogo a una interpretazione sensata del discorso.

O perché non è andato un pochettino più a fondo notando che rischio è due volte su cinque rischio personale, che difficile è collegato due volte su quattro a strada, che elettorale due volte su tre compare nel segmento passaggio elettorale, espressione del più tipico politichese? Oppure che tre delle parole più frequenti si concentrano una volta nella stessa frase («Ma sia chiaro che la responsabilità a prendersi un rischio si prende con il vento in faccia»)?

Oppure, perché contestualizza difficile nel contesto momento difficile, quando nel discorso difficile è collegato solo una volta alla dimensione temporale (fase difficile) e responsabilità in assunzione di responsabilità, che solo marginalmente indica l’accezione di responsabilità presente nel discorso?

corriereInsomma, analizzare con le tag cloud un breve discorso politico può servire per un trafiletto ad effetto, ma non è una cosa del tutto seria. Il «Corriere della Sera» di una volta, quello di qualche decennio fa, si sarebbe avventurato in queste sciocchezze?

Tutte le parole di Renzi. Ma è una cosa seria?ultima modifica: 2014-02-13T23:45:18+00:00da cortmic
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