Il verbale del brigadiere

Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L’interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po’ balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo.
“Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata”. Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: “Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l’avviamento dell’impianto termico, dichiara d’essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l’asportazione di uno dei detti articoli nell’intento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dell’avvenuta effrazione dell’esercizio soprastante”.

È la parte iniziale di un celeberrimo articolo di Italo Calvino, uscito nel «Giorno» del 3 febbraio 1965. Se qualcuno pensasse che fosse un puro parto della fantasia parodistica di Calvino, o che faccia riferimento a una realtà che, cinquant’anni dopo, è ampiamente superata, legga questo verbale, apparso in questi giorni in rete:

carabinieriRicopio per comodità del lettore l’intero testo:

Il giorno …. alle ore …, in …. presso gli uffici di STAZ.CC ….., avanti al sottoscritto Appuntato scelto …. appartenente al Comando sopra citato è presente la persona in oggetto indicata, la quale denuncia sotto la sua totale responsabilità penale e civile quanto segue:
Premetto di essere Operatore Socio Sanitario della struttura temporanea di prima accoglienza denominata “….” sita in …. alla via …. La stessa struttura ha preso in carico dal mese di ….. nr. … minori stranieri non accompagnati di sesso maschile di nazionalità …… Ieri …… alle ore ….. durante il mio turno lavorativo mi accorgevo che uno dei minori ospiti nella presente struttura si allontanava arbitrariamente. Il minore scomparso si identifica in …, nato in …, il …….
Non sono in grado di riferire gli abiti che indossava al momento della scomparsa.
Il … non soffre di alcuna patologia congenite di alcun genere.
Consegno a questi Uffici copia fotostatica relativo al soggetto scomparso riportante i propri dati personali.
Posso fornire le seguenti informazioni circa la persona coinvolta:
…. nato in …. il …., collocato momentaneamente in …. alla via …., è stato vittima della scomparsa alle ore …. del ….
Posso fornire i seguenti dettagli: peso (Kg.70), statura di circa cm180, motivazione scomparsa:allontanamento volontario, corporatura: magra, capelli: neri corti, occhi: castani, carnagione: nera, fronte: media, sopracciglia: medie, naso: medio, orecchie: medie, bocca: normale, nessun segno particolare.
Non ho richiesto l’intervento di alcuna pattuglia delle forze dell’Ordine.
Non ho altro da aggiungere né da modificare.
Fatto, riletto, confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra.

Una realtà linguistica immutabile, pare. La perla più brillante è certamente quell’essere «stato vittima della scomparsa». Ma anche le incoerenze strutturali, le ripetizioni, gli errori grammaticali (soprattutto di accordo), gli stereotipi (per es. l’imperfetto narrativo, denominato qualche anno fa, nel «Sole 24 Ore», «l’imperfetto del carabiniere») sono gli stessi di cinquant’anni fa, e quasi certamente anche di prima.

Il verbale del brigadiereultima modifica: 2015-08-31T01:09:23+00:00da cortmic

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