L’ironia della professoressa nel sito dell’Università

aviMaria Silvia Avi, professoressa ordinaria di Analisi di bilancio all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha pubblicato un avviso, che inizia così: «Sono veramente dolente e molto dispiaciuta, di dover constatare come i miei studenti rappresentino una porzione particolarmente  sfortunata di popolazione. In questi giorni ho ricevuto molte mail di studenti che, in merito al “problema” appello esame, mi hanno fatto richieste di cambio data a causa di: gravi problemi familiari, gravi problemi di salute, black out dei computer, gravi problemi personali, crash immani di server, di software, di harware, di internet … Insomma, veramente, una massa di sfortunati. Paperino, in confronto, era un super fortunato! Mancavano solo un paio di casi di peste bubbonica e poi la lista delle disgrazie era veramente completa».

Come ho scritto su Facebook, quell’avviso avrei voluto scriverlo io. Anch’io sono stupito della sfiga che colpisce molti miei studenti quando ci sono delle scadenze da rispettare. Condivido in pieno, quindi, le parole della prof. Avi.

Alcuni studenti non hanno invece apprezzato l’intervento della professoressa. Elena Platea, rappresentante degli studenti,  ha scritto questo messaggio al Rettore dell’Università di Venezia: «Gli studenti hanno trovato questo messaggio scritto con “sottile ironia” poco dignitoso nei loro confronti. Quello che la prof.ssa descrive forse corrisponde al vero e non metto in dubbio questo, ma riteniamo nessun docente si possa prendere la libertà di scrivere queste osservazioni, a mio avviso, offensive e non appropriate ai momenti difficili di questa sessione. Chiedo gentilmente che la docente sia interpellata e che venga rimosso questo messaggio». Altri studenti hanno, invece, solidarizzato con la professoressa.

La vicenda ci offre il destro per due riflessioni: la prima riguarda la censura sul web, la seconda lo stile delle comunicazioni nei siti istituzionali.

La rappresentante degli studenti ha, né più né meno, chiesto di censurare una comunicazione diffusa in Internet. Sono convinto che ogni richiesta di rimozione di avvisi sia un atto di censura, e come tale antidemocratico. Al contrario, penso che di fronte a un’informazione non condivisa (ma non calunniosa od offensiva), quello che si deve fare è contrapporre le proprie ragioni, con maggiore efficacia e convinzione, se ci si riesce; non chiedere che quell’informazione venga rimossa. Tra l’altro, i giovani (magari non la studentessa che ha scritto al Rettore) si sono decisamente opposti negli ultimi mesi alla proposta, contenuta nel disegno di legge sulla diffamazione, di consentire alle persone che si sentissero diffamate di chiedere ai siti internet e ai motori di ricerca l’eliminazione dei contenuti diffamatori o dei dati personali. Il risultato è che, di fatto, la rappresentante ha chiesto l’applicazione, ante litteram, dell’aborrita norma, che nel frattempo non è diventata legge.

La seconda, riguarda l’ammissibilità dell’uso dell’ironia in un sito istituzionale. Qualcuno mi ha chiesto: ma è adeguato a un sito istituzionale il tono sottilmente ironico usato dalla professoressa Avi? La mia risposta è: perché no? L’ironia è un elaborato gioco retorico, del tutto compatibile con lo stile formale proprio di un sito istituzionale. Ricordo qualche critica, da parte di comunicatori pubblici, al comunicato stampa della Presidenza del Consiglio in occasione del Capodanno 2012:

Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.
Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.
Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.
Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).
La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

Da parte mia, ho molto ammirato questo esempio sublime di ironia, che non ho trovato per nulla inappropriato, anche se contenuto in un comunicato stampa del Presidente del Consiglio. Lascio ad altri desiderare siti istituzionali sempre ingessati, e quindi pallosi.

L’ironia della professoressa nel sito dell’Universitàultima modifica: 2013-01-11T09:30:00+00:00da cortmic
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