Manifesti elettorali ibridi

porta_portaLa campagna elettorale regionale per il Veneto sta acquistando un interesse nazionale. Il Veneto potrebbe essere l’unica Regione, tra quelle sottoposte al giudizio elettorale, ad avere un governo di centro-destra; ma potrebbe anche succedere che, per la prima volta, la volontà degli elettori dia al Veneto un governo di centro-sinistra. Una riprova dell’interesse nazionale di queste elezioni è data dal fatto che Bruno Vespa ha dedicato pochi giorni fa a queste elezioni una puntata di «Porta a porta».

Intanto nel Veneto sono comparsi i manifesti dei due principali candidati: una marea di «Io scelgo Zaia», qualche sporadica presenza del «Coraggio di cambiare» di Alessandra Moretti (indice di dove si siano diretti, fino ad ora almeno, i finanziamenti elettorali?). Però, si è parlato di più dei manifesti di Alessandra Moretti: perché sono privi del simbolo del partito (quelli di Zaia, invece, hanno bene in vista l’emblema della Lega Nord, con il risultato di irritare gli alleati); perché lo slogan coincide con quello della giovane candidata sindaca di Malo, un comune del Vicentino (e la candidata di Malo, Elisa Gonzo, commenta: «Moretti vuole cambiare il governo della regione ma lo slogan siamo stati noi i primi ad usarlo, ecco. Non è molto originale ma prima di adottarlo e di stamparlo sui nostri manifesti abbiamo googlato un po´ per vedere se moretti2c´erano altri che lo stavano usando. Ecco, se magari gli strateghi della campagna elettorale della candidata vicentina alla guida della Regione avessero fatto lo stesso, magari avrebbero scelto un´altra frase»); perché un casuale abbinamento, nell’affissione,  di un manifesto di Alessandra Moretti con quello di un locale a luci rosse ha permesso a Luca Morisi, regista della comunicazione di Matteo Salvini, di fare della gratuita ironia sessista, parlando di «involontarie simmetrie».

È ancora troppo presto per fare valutazioni sulle caratteristiche comunicative e testuali dei manifesti di questa campagna elettorale che si preannuncia tiratissima. Ma una prima osservazione è facile farla. Con modalità diverse, i manifesti dei due candidati mostrano quanto sia forte l’intersezione tra i diversi mezzi di comunicazione. Ci sono, infatti, in ognuna delle due campagne di affissione, due particolari che probabilmente non sarebbero stati possibili nella campagna precedente.

Prendiamo il maxi-manifesto di Alessandra Moretti:

moretti

Al nucleo centrale del manifesto è abbinata una fascia inferiore, con la scritta «Il 31 maggio alle elezioni regionali vota Alessandra Moretti» che richiama le notizie correnti che da tempo accompagnano, in Italia come all’estero, i telegiornali.

A sua volta, i manifesti di Zaia comprendono una breve (ma non brevissima, trattandosi di un manifesto che si impone alla lettura da lontano) illustrazione di un punto del programma, un argomento diverso per ogni manifesto:

zaiaÈ, per dimensioni e anche per tono, il corrispettivo di un tweet (e immagino che non sia casuale che, subito sotto, ci sia l’hashtag #scelgozaia).

Da questo inizio di propaganda elettorale emerge, quindi, una forte ibridazione di generi. O, per dire la stessa cosa da una prospettiva solo leggermente diversa, il vecchio mezzo di propaganda, il manifesto, si rivitalizza acquisendo caratteristiche che sono di mezzi di comunicazione oggi più diffusi e di maggior prestigio. Si tratta solo di due episodi circoscritti o anche gli altri candidati, e i candidati delle altre regioni, percorreranno strade simili?

Manifesti elettorali ibridiultima modifica: 2015-04-04T11:19:58+00:00da cortmic
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