L’italiano dei grillini

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Questo post, che ho iniziato eccezionalmente riportando solo un’immagine, potrebbe finire anche qui. Il post di Geppi Patota, che si riferisce a Serenella Fucksia, s23876-serenella-fucksia.jpgenatrice del Movimento Cinque Stelle, eletta nelle Marche, è chiaro e sufficiente.

Serenella Fuksia è la punta di diamante di quegli aderenti al Movimento Cinque Stelle che hanno qualche problemino con la lingua italiana. Come non ricordare la magnifica idea di quel sostenitore grillino che, all’indomani delle elezioni, aveva proposto che i deputati del M5S si vestino di bianco?

 

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index.jpgAvevo notato qualche debolezza linguistica degli esponenti grillini già nella lettera con la quale Alvise Maniero, sindaco del Comune di Mira, spiegava il motivo per cui aveva tolto le deleghe alla sua ex assessora a Sport e Ambiente Roberta Agnoletto. Le opposte posizioni sono ben rappresentate nelle lettere dei due protagonisti che i giornali (a cominciare dalla Nuova Venezia) hanno pubblicato. Le avevo lette attentamente, spinto da una particolare curiosità: vedere come scrivevano due esponenti dell’emergente movimento grillino che ricoprivano importanti cariche pubbliche. Il risultato era confortante per l’assessora (a parte qualche ribobolo avvocatesco); un po’ meno per il sindaco:

alvise maniero

 

Leggendo la lettera del sindaco di Mira, mi sono venute in mente alcune pagine del libro di Fabrizio Tonello, L’età dell’ignoranza (Bruno Mondadori, Milano, 2012). Sono le pagine in cui l’autore, sotto il titolo Le parole sono importanti (forse), riferisce che un’alta percentuale di “studenti di una facoltà umanistica del Nord” non è capace di trovare le parole che rispondono a una definizione data (p. 39). Credo che sia proprio la facoltà in cui si è laureato Alvise Maniero.

Ma sono rose e fiori rispetto alle prove date da Serenella Fucksia. Qualche piccolo assaggio: i commenti che vengono spaziati in facebook, le conferenze stampa che si mandano, le interruzioni in fieri, la Costa Rica, le idiosincrasie che chissà cosa sono …

serenella fucksia

 

serenella fucksia

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Mettiamo pure in conto che la senatrice Fucksia era oggetto, in quei giorni, di un nutrito bombardamento di messaggi fortemente critici e quasi sicuramente si trovava in uno stato emotivo poco sereno. Però, il quadro è davvero desolante, specialmente perché le incertezze lessicali e morfologiche provengono da una senatrice non imberbe, con tanto di maturità classica e laurea in medicina.

Il problema, naturalmente, non è fare le pulci all’italiano dei grillini, per dimostrare che gli appartenenti a questo gruppo sono somari da rimandare a settembre. E questo per alcuni motivi: ci può anche stare che uno abbia idee e le esprima in modo sgrammaticato (anche se faccio fatica a disgiungere una buona capacità ideativa da un buon dominio di semantica e morfosintassi); la scelta di comunicare quasi esclusivamente in rete abbassa gli standard linguistici (il guaio è quando questo abbassamento si generalizza e si propaga negli scritti diffusi con mezzi più tradizionali); i grillini non sono gli unici politici a far strame della lingua italiana.

Tra le offese all’italiano nei giorni successivi alle ultime elezioni, ho potuto vedere un tweet di Roberto Formigoni, con un bellissimo, si fa per dire,  conoscienti (ma ancora più bello, e qui in senso proprio, è il commento di Michele R.):

formigoni

e degli altrettanto belli, si fa sempre per dire, cogniome, capiscie, è (come congiunzione) di un meno noto avversario del PDL:

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isidori.pngCertamente, nessuno riuscirà mai a raggiungere gli abissi dell’ex-senatore Eraldo Isidori (e devo dire che sinceramente mi dispiace, per ragioni personali, che anche quest’altro esempio di forte sgrammaticatura provenga dalle Marche):

Il carcere è un penitenziario… non è un villaggio di vacanza… si deve scontare la sua pena perscritta… che gli aspetta… lo sapeva prima fare il reato… io ritengo come Lega… di non uscire prima della sua pena erogata, grazie 

Insomma, lo scarso rispetto della lingua italiana è un fenomeno trasversale alle diverse parti politiche, che, in questo, sono probabilmente pienamente rappresentative del loro elettorato. Va da sé che le insufficienti conoscenze linguistiche non riguardano tutti i parlamentari, ma solo alcuni.

moretti.jpgLa questione di fondo è, per ripetere una nota invettiva ‘accorata di Nanni Moretti, “le parole sono importanti” (è proprio a questa invettiva che si richiamava Tonello nel titolo del suo capitolo). E a Fucksia, Formigoni e tutti gli altri mi viene da ripetere un’altra imprecazione: scrivainitalianocazzo.

Ma in realtà c’è qualcosa di molto più complesso. Rispetto a questo qualcosa, i balbettamenti lessicali e grammaticali sono nulla. Ha scritto

Ammettiamolo senza indugi: anch’io, elettore di Grillo, ho contribuito ad eleggere dei perfetti dementi che, forse proprio in quanto tali, mi rappresentano.
[…]
Eppure c’è un altrove, c’è qualcosa oltre il cretino. La conseguenza più tragica o comica di questa presenza inquietante di totali incompetenti, una foresta anonima e in movimento, un agitarsi di fronde, è che le loro afasie, i loro balbettamenti sacerdotali e identitari finalizzati al “serriamo le fila”, senza peraltro essere assediati da nessuno, i loro abulici rancori per ora senza vera violenza perché privi di un oggetto reale (avendo di fronte dei cadaveri), la loro mancanza di vera tristezza, il loro pragmatismo che riduce la complessità al gioco dell’oca virtuale – tutti questi loro difetti che potrebbero farli sparire in un attimo, invece funzionano perfettamente. E funzionano perché riducono al mutismo, all’assenza, a quella che chiamerò la sindrome di Oltre il giardino. Il sistema non li capisce come non capisce il protagonista del film con Peter Sellers; non li capisce perché sono dei completi dementi e non c’è nulla da capire, non c’è alcun progetto – ma intanto il sistema li teme e li legittima, mentre si autodistrugge per paura che alberghi in loro qualche verità.

Chi è interessato a questa prospettiva di analisi, ben  più larga di quella sviluppata nel mio post, può seguire il dibattito, non sempre limpido a dire il vero, nel blog Le parole e le cose.

L’italiano dei grilliniultima modifica: 2013-03-25T10:10:00+00:00da cortmic
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Un pensiero su “L’italiano dei grillini

  1. A me sinceramente questi grillini paiono tutti usciti dalle pagine di “Io speriamo che me la cavo”.
    Siamo messi bene 🙁
    Saluti,
    Mauro.

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