Di Maio: statistica, logica, argomentazione

dimaioLuigi Di Maio, esponente di punta del MoVimento 5 Stelle, ha affermato in un post pubblicato il 10 aprile scorso su Facebook:

L’Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali. Mentre la Romania sta importando dall’Italia le nostre imprese e i nostri capitali. Che affare questa Ue! Siccome in Italia la politica non ha mai voluto far funzionare la giustizia, anzi molto spesso l’ha sabotata volutamente, noi stiamo attraendo delinquenti, mentre le nostre imprese scappano dove i sistemi giudiziari sono più efficienti: come in Romania!. 

Sarebbe un dato impressionante, se fosse vero. Non so quanti siano i pregiudicati romeni; ma nel 2000, in Romania, c’erano 50.434 carcerati (questo è il dato che ho trovato con una ricerca sia pure rapida e superficiale). Basandoci anche solo su quel dato, dovremmo dedurre che in Italia ci sono almeno 20.000 delinquenti romeni. Per fortuna non è così.

Ma l’episodio è interessante per verificare attraverso quali vie un’informazione probabilmente corretta diventa una vera e propria stupidaggine, che però si propaga come se fosse vera. Colpito dagli strali dell’Ambasciata di Romania e degli italiani dotati di cervello (e appoggiato, invece, da Paola Taverna), Luigi Di Maio ha precisato in un altro post pubblicato il 12 aprile:

C’è un fatto, che è inopinabile: ‘il 40% dei ricercati con mandato internazionale emesso da Bucarest si trova in Italia‘. Non lo dico io, lo disse nel 2009 l’allora ministro romeno della Giustizia Catalin Predoiu, dato confermato l’altro giorno a SUM #01 dal procuratore di Messina Ardita. Motivo per cui non ho nessun motivo oggettivo di mettere in dubbio questa affermazione.

predoiuNeanch’io ho motivo di dubitare di questi dati: confido solo che, oltre ad essere attendibili, siano ancora attuali a 8 anni di distanza. Ho però motivo di dubitare che Luigi Di Maio (e con lui Paola Taverna e altri grillini) abbia compreso cosa hanno detto davvero Predoiu e Ardita. A meno che, al di là delle apparenze, la seconda dichiarazione non vada letta come una ritrattazione della prima.

La questione, infatti, è questa: a parte l’errore di grammatica (Di Maio avrebbe dovuto dire «il 40% dei suoi criminali»), affermare che «L’Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali» e che «il 40% dei ricercati con mandato internazionale emesso da Bucarest si trova in Italia» non è la stessa cosa. Se il dato attendibile è il secondo, non è per nulla allarmante. Visto che il 40% dei Romeni che espatriano vengono in Italia, significa solo questo: tra i Romeni che vengono in Italia c’è la stessa percentuale di delinquenti che c’è tra i Romeni che emigrano in altri Paesi. Poi, vorrei anche sapere quanti sono i Romeni che sono colpiti da mandato di cattura internazionale (dieci? cento? mille?), ma capisco che chiedere questo a chi fa propaganda populista è chiedere troppo.

dimaio-congiuntivoDa questa vicenda abbiamo la conferma che Luigi Di Maio non è proprio ferrato né in grammatica (sono note le sue difficoltà col congiuntivo), né in logica (se davvero crede che le sue due affermazioni siano l’una la conferma dell’altra), né in statistica e in argomentazione (se crede che l’Italia stia subendo un assalto particolare da parte dei delinquenti romeni). In compenso si dimostra ferratissimo in retorica demagogica e populista.

Oppure è soltanto incapacità di comprendere i testi, soprattutto quelli orali. Andiamoci a sentire cosa ha detto Sebastiano Ardita, Procuratore aggiunto di Messina, alla convention dei Cinque Stelle a Ivrea, l’8 aprile scorso:

Qualche tempo fa – qualche anno, ma la situazione non è cambiata – il ministro rumeno degli Interni, se non sbaglio, ci comunicò che di tutti i mandati di cattura europei che riguardavano cittadini rumeni il 40% proveniva dall’Italia… quindi questo significa che quattro rumeni su dieci che avevano deciso di andare a delinquere avevano scelto il nostro paese come luogo nel quale andare a delinquere, questo è un problema importante che riguarda la Giustizia.

arditaIl problema è cosa intendeva dire il magistrato con la frase «quattro Rumeni su dieci che avevano deciso di andare a delinquere avevano scelto il nostro paese come luogo nel quale andare a delinquere»: voleva dire che su dieci Romeni che si danno alla delinquenza, quattro vengono in Italia o che su dieci delinquenti romeni che vanno a delinquere all’estero quattro vengono in Italia? Credo che l’interpretazione corretta del pensiero del magistrato sia la seconda, soprattutto se la colleghiamo a quello che aveva detto, in maniera più compiuta, pochi secondi prima: «i fenomeni criminali organizzati, quelli specialmente che hanno un obiettivo economico, valutano sempre il rischio penale come uno degli argomenti, una delle questioni fondamentali per decidere dove andare a delinquere». Certo, il magistrato non è stato esplicito né totalmente chiaro: ma sempre, parlando, accorciamo il nostro modo di esprimerci, confidando sulla capacità dell’interlocutore di comprendere dal contesto quello che intendiamo dire. Ma se chi ci ascolta non sa compiere questa operazione, o non vuole farlo, allora si hanno fraintendimenti e manipolazioni: non si può usare un discorso orale, per sua natura impreciso, allo stesso modo di un testo scritto, meditato, limato e corretto.

Detto questo, non possiamo negare che il magistrato abbia usato espressioni imprecise, se non ambigue e, soprattutto, abbia fatto un utilizzo disinvolto dei dati numerici (dal momento che non ha correlato la percentuale di delinquenti romeni in Italia con la percentuale degli emigrati romeni che espatriano nel nostro Paese), Con questo, ha mostrato, però, una propensione, magari inconsapevole, al discorso demagogico.

Di Maio: statistica, logica, argomentazioneultima modifica: 2017-04-15T13:27:11+00:00da cortmic
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