Costituzione: un auspicio caduto nel vuoto

lid-o-2009Completo la ripubblicazione dell’articolo Un elogio linguistico, «LId’O. Lingua italiana d’oggi» VI, 2009, pp. 43-52.

 

Un auspicio

Parlando di scrittura amministrativa sono solito citare, estraendola con una certa forzatura dal suo contesto, una frase di Claudio Magris (1977: 111-112): «la correttezza della lingua è la premessa della chiarezza morale e dell’onestà. Molte mascalzonate e violente prevaricazioni nascono quando si pasticcia la grammatica e la sintassi e si mette il soggetto all’accusativo o il complemento oggetto al nominativo, ingarbugliando le carte e scambiando i ruoli tra vittime e colpevoli, alterando l’ordine delle cose e attribuendo eventi a cause o a promotori diversi da quelli effettivi, abolendo distinzioni e gerarchie in una truffaldina ammucchiata di concetti e sentimenti, deformando la verità». Questa citazione vale ancora di più per la legge fondamentale di uno stato, nella quale afflato morale e tensione stilistica vanno di pari passo; e se manca l’una è lecito dubitare della presenza dell’altro.

Ora [scrivevo nel 2009], è facile immaginare che nei prossimi anni il legislatore si eserciterà ancora nell’aggiornamento della nostra Costituzione. È chiedere troppo ai nostri attuali, e futuri, legislatori di affiancare a un aggiornamento del contenuto del testo un sano conservatorismo nella resa stilistica, che permetta di mantenere il carattere di solennità, ma anche di chiarezza e di leggibilità del testo del 1947?

renzi-boschiCertamente, per far questo il legislatore dovrebbe mostrare attenzione e umiltà, come l’avevano dimostrate i padri costituenti: l’attenzione implica che si utilizzi tutto il tempo necessario per la discussione delle scelte linguistiche compiute, il ripensamento, parola per parola, delle soluzioni adottate, la loro correzione; l’umiltà comporta che si sottoponga il frutto delle proprie decisioni all’attenzione di esperti, in grado di suggerire le soluzioni stilisticamente più adeguate.

tricoloreAbbiamo un esempio sotto gli occhi: le soluzioni proposte per inserire nella Costituzione la dichiarazione che l’italiano è la lingua ufficiale della Repubblica. Dopo varie e animate discussioni, nella scorsa legislatura era stato proposto di aggiungere all’art. 12 (quello che stabilisce i colori della bandiera) il seguente comma:

L’italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali.

La proposta di modifica, approvata dalla Camera, non ha completato l’iter per lo scioglimento del Parlamento.

La soluzione proposta risulta al profano del tutto infelice, in quanto avrebbe portato nella Costituzione un riferimento alle garanzie della Costituzione stessa, come se quello aggiunto fosse l’articolo di un’altra legge, e non una parte della stessa legge fondamentale. Insomma, si sarebbe creato una sorta di giro vizioso logico e una netta disparità rispetto all’intera testualità del testo costituzionale.

isleRecentemente, come ha documentato anche il foglio «La Crusca per voi» dell’aprile 2009, i corsisti della Scuola di scienza e tecnica della legislazione dell’ISLE (Istituto per la documentazione e gli studi legislativi) hanno fatto una proposta diversa: quella di aggiungere all’art. 9 (che sancisce la tutela della cultura, della ricerca e del patrimonio storico e artistico della Nazione) un nuovo comma, correlato ai precedenti che hanno come soggetto la Repubblica:

Riconosce l’italiano come fondamento culturale della Nazione e propria lingua ufficiale.

assemblea_costituenteNon intendo discutere il contenuto del comma e la collocazione nell’articolo 9; ma noto che il dettato della modifica è del tutto coerente con lo spirito stilistico della Costituzione. Ecco, se non ci si vuole rivolgere, per aiuto e consiglio, agli scrittori, come avevano fatto i padri costituenti, o ai linguisti, che pure da tempo hanno mostrato di saper applicare bene alla produzione dei testi l’esperienza accumulata nell’analisi, ci si può rivolgere a giuristi preparati nella scrittura dei testi legislativi come quelli che hanno redatto il comma appena citato.

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Regole e suggerimenti 2007 = Regole e suggerimenti per la redazione dei testi normativi. Manuale per le Regioni promosso dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome con il supporto scientifico dell’Osservatorio legislativo interregionale. Terza edizione, 2007 (è disponibile all’indirizzo http://www.parlamentiregionali.it/dbdata/documenti/%5B48749bf0f3ef4%5Dmanuale_drafting_12.07.pdf).

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