Configlio

sabatiniFrancesco Sabatini, nel suo intervento di domenica 7 febbraio 2016 a «Uno Mattina in famiglia», ha proposto un neologismo: configlio, per indicare il figlio acquisito, cioè il figlio che il partner ha avuto da un’altra relazione. Si può (ri)vedere l’intervento nel podcast, a partire da 1:46.

La proposta

Sabatini parte dall’osservazione di un vuoto lessicale nell’italiano di oggi: manca un nome neutro e rispettoso per indicare il figlio di uno solo dei componenti di una coppia. L’italiano ha costruito, nella sua storia, una parola per questo significato (evidentemente, anche prima dell’emergere della questione del riconoscimento delle coppie omosessuali, si poneva il problema di denominare il figlio acquisito). Questa parola è figliastro, che porta con sé, inevitabilmente, un alone spregiativo (come anche fratellastro e sorellastra e, attraverso un altro meccanismo morfologico, patrigno e matrigna).

stepchild

Per evitare questo nome, esistente ma che nei decenni ha acquisito una connotazione «politicamente scorretta», e per evitare le proposte che provengono dalla politica (l’anglismo stepchild, ma anche la perifrasi, davvero infelice, figlio sociale, che pare sia venuta in mente a qualche parlamentare), Sabatini ha proposto il neologismo configlio (con il femminile configlia). La base del nuovo nome, figlio, è rispettosa del bambino o della bambina che vengono così designati; dal punto di vista della composizione della parola, si tratta semplicemente dell’utilizzo di un meccanismo già produttivo nella nostra lingua: si pensi a comare e compare, e anche a confratello e consorella; ma contengono con- anche in compagno e compagna, e in convivente.

Il contesto

L’argomento si è imposto all’attenzione nel corso delle aspre discussioni su un articolo del disegno di legge sulle unioni civili, l’art. 5, che estende anche alle coppie unite con il nuovo istituto in discussione la possibilità, già previste per le coppie unite in matrimonio, di adottare il figlio biologico di uno dei due componenti della coppia.

L’argomento è delicato, controverso, dibattuto anche all’interno dei partiti (sia nel partito di maggioranza, il Pd, sia in alcuni partiti di opposizione, come il Movimento Cinque Stelle e Forza Italia, ci sono pareri diversi). Come spesso accade nei tempi recenti per i concetti controversi, si è introdotto in italiano un anglismo, stepchild adoption, letteralmente «adozione del figliastro». L’uso dell’anglismo annulla l’alone spregiativo di figliastro, ma al tempo stesso ne annebbia il significato (stepchild non è una parola inglese ampiamente conosciuta neppure dagli italiani che hanno una qualche conoscenza dell’inglese). E difatti, nelle discussioni nelle reti sociali si passa continuamente dall’adozione del figliastro all’adozione di qualsiasi bambino da parte delle coppie omosessuali (evenienza che a una parte dei commentatori appare inaccettabile): ma quest’ultima possibilità non è semanticamente compresa in stepchild adoption.

stepchild-adoptionNon è quindi auspicabile la diffusione di stepchild adoption: non tanto per una lotta di principio ai forestierismi, ma per la scarsa trasparenza di questo anglismo e, quindi, per la sua incapacità di diffondere una conoscenza corretta del significato.

nonsoCollegato alla scarsa trasparenza è anche il continuo abbinamento del concetto della strepchild adoption a quello di maternità surrogata. Secondo alcuni, permettere alle coppie omosessuali di adottare il figlio biologico di uno dei due partner può favorire la maternità surrogata: ma questa è una previsione, un timore, una speranza, a seconda dell’atteggiamento del parlante, ma la maternità surrogata non fa parte del significato di strepchild adoption. Si tratta di un argomento retorico (nel senso alto del termine retorica, che è l’arte di argomentare su temi controversi), non di un tratto semantico.

Ma c’è di più: strepchild adoption è quasi uno psedudoanglicismo, nel senso che non è una locuzione molto diffusa in inglese. Basta fare una semplice verifica interrogando Google: oggi, le pagine in italiano che contengono strepchild adoption sono 671.000, contro le sole 41.300 in inglese (ma fra queste, in realtà, Google restituisce molte pagine scritte in italiano).

Ben presto l’anglismo è stato deformato nell’accorciamento, tutto italiano, la stepchild (che sarebbe come dire «la figliastro»).

stepchildE fanno ormai parte dell’aneddotica dell’inadeguatezza di alcuni nostri parlamentari gli inciampi, spesso anche rovinosi, di molti di loro nel tentativo di pronunciare il termine per loro stessi astruso.

Le reazioni

In trasmissione, Tiberio Timperi ha commentato subito che configlio «suona bene»; immediata l’adesione di Paolo Di Stefano nel «Corriere della Sera» e quella di Licia Corbolante, autrice di un autorevole blog sui temi della lingua, particolarmente attenta, anche in base alla sua profonda esperienza professionale, agli anglismi farlocchi.

Anche il gruppo Incipit costituito presso l’Accademia della Crusca (di cui faccio parte) ha accolto con favore configlio (accanto al meno ardito adozione del figlio del partner). E poi, via via, sono seguite altre adesioni.

sabatini3Non sono mancate, soprattutto nelle reti sociali, le perplessità. Inevitabili nel momento di prima presentazione di un neologismo che, per forza di cose, è un innesto artificiale, anche quando è ben costruito, nel tessuto della lingua. Del resto, queste reazioni erano già state previste da Francesco Sabatini, con parole ben accompagnate dalla mimica.

Le critiche riguardano l’estetica («non si può sentire», «suona male»), che trasferiscono sul piano dell’effetto fonico lo sconcerto di chi sente una parola nuova. Alcuni hanno virato sull’ironia («sembra consiglio detto da Jovanotti», «ma sembra coniglio», così come la femminilizzazione di ministro, ma non quella di maestro, veniva criticata perchè assomigliava a minestra; io stesso sono stato tentato di intitolare questo post Il ruggito del configlio). Poi c’è chi si è chiesto se gli Accademici non hanno altro da fare, teniamoci strepchild e pensiamo a cose più serie, altri hanno criticato il ricorso alla neologia, in quanto artificiale (conservatori ad oltranza, o doppiopesisti che accolgono nel loro uso, quasi senza accorgersene, i forestierismi, ma fanno gli schizzinosi nei confronti delle parole nuove?). Molti non sentono il bisogno di un sinonimo di figliastro (sottovalutando, a mio parere, l’irreversibilità, almeno nel breve periodo, delle connotazioni negative), altri ritengono sufficiente figlio acquisito o adozione del figlio del partner. Come ha scritto una collaboratrice della Crusca, buona conoscitrice dei social network: «solo la Crusca ha il potere di scontentare contemporaneamente gli anglofili e gli esterofili»

Cosa accadrà

Non lo so. Come ho scritto in un articolo pubblicato dal «Piccolo», la storia delle lingue non è stata sempre benevola nei confronti dei neologismi pensati a tavolino, anche se ben congegnati. Per esempio, continuiamo a parlare di “smog” e non di “fubbia”, unione di “fumo” e “nebbia”, come “smog” è unione di “smoke” e “fog” (per l’appunto, “fumo” e “nebbia”), secondo una proposta, mai attecchita, di Arrigo Castellani del 1987. Ma, invece, diciamo tranquillamente autista regista, che sono invenzioni, anch’esse artificiali, di Bruno Migliorini (1932).

Al momento è impossibile fare previsioni. Dopo due settimane, sono numerose la pagine in rete che contengono la parola configlio, ma sono nella quasi totalità citazioni metalinguistiche: si parla della proposta di introdurre la parola, ma non si introduce negli scritti la parola.

I linguisti, ormai, non hanno più voce in capitolo: attraverso un esponente autorevole della categoria, Francesco Sabatini, hanno dato il loro contributo e hanno avanzato una proposta. jobactOra la comunità linguistica può scegliere tra più possibilità: può continuare con l’anglismo stepchild adoption, può avvalersi della perifrasi adozione del figlio del partner, può utilizzare adozione del configlio. Un ruolo importante l’avranno i politici e i giornalisti. Ma non si tratterà solo di una decisione lessicale, sarà anche una presa di posizione sul rapporto di chiarezza e trasparenza che vogliono tenere con i cittadini e con i lettori. Se continueranno a usare stepchild non potranno allontanare da sé il sospetto che vogliano mascherare le loro idee nella foschia dell’anglismo facilmente fraintendibile.

Vedi anche il post di Annamaria Testa, Parole italiane, in alternativa a cinque forestierismi.

Configlioultima modifica: 2016-02-22T12:04:59+00:00da cortmic
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Un pensiero su “Configlio

  1. Caro Cortelazzo
    grazie per questo limpido commento alla lodevole di Francesco Sabatini.
    A un italianista di lingua inglese, come me, viene da chiedersi: perché “naturalmente”, come dice Lei, la “famiglia semantica” di figliastro/a, patrigno, matrigna, ecc. hanno acquisito l’alone spregiativo? Mi sembra un fatto culturale non scontato ma assai interessante, che varrebbe la pena indagare. Nella lingua inglese, o nei paesi anglofoni che io conosco, in primis l’Australia, i termini composti con step- non portano alcuna connotazione negativa. Con l’eccezione di stepmother, ma questo si spiega con la secolare misoginia che si incontra anche nelle fiabe per bambini. Materia per un’analisi semantica di storia culturale, anche in chiave comparativa?

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